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Fences Come Down

The Groanbox Boys
Artist
22 Febbraio 2008


Fences Come Down

Li vedete nella foto Cory Seznec e Michael Ward-Bergeman che, affacciati allo steccato, guardano oltre sorridendo? Beh, è quello che dovreste fare voi al più presto : dare un&rsquo;occhiata in giro allo scopo di procurarvi questo cd, poi il sorriso nascerà spontaneo già dal primo ascolto. E&rsquo; passato poco più di un anno da &rdquo;Smokestack Trilogy&rdquo;, il precedente cd, che era un ottimo disco come si disse a suo tempo, ma il nuovo &ldquo;Fences Come Down&rdquo; ha anche qualcosa in più. L&rsquo;ambito musicale è quello, fatto di old time, folk, blues, rags e quant&rsquo;altro scorre nelle profondità della musica Americana ma &ndash; questione di sfumature certo, di particolari &ndash; un maggior personalizzazione stilistica, una maggior focalizzazione compositiva e , in definitiva, una maggior compattezza del cd sono percepibili e il risultato è, oserei dire, entusiasmante. Da qualsiasi parte lo si giri &ldquo;Fences Come Down&rdquo; non presenta punti deboli e non avrebbe senso spulciare tra i brani alla ricerca del migliore. Un solo tradizionale, &ldquo;Little Sadie&rdquo;, e undici originali che originali sono davvero. E questo è meraviglioso : dalla musica delle radici nascono frutti così freschi e saporiti che sembrano appena colti dalla pianta. Il range espressivo dei due &ndash; l&rsquo;uno, Seznec, responsabile degli strumenti a corda e dell&rsquo;armonica a bocca, l&rsquo;altro, Ward-Bergeman fisarmonicista e cantante, mentre vari tipi di percussioni sono ad appannaggio di entrambi &ndash; è ampissimo. Possono essere leggeri e profondi allo stesso tempo, divertenti e introspettivi, e rendono in musica tutto il colore e il calore che sempre noi, come ascoltatori, vorremmo trovare in un cd. Non vorrei andare oltre : potrei terminare gli aggettivi. Ne uso perciò uno solo, in chiusura : grandi! E l&rsquo;unico mio rammarico è che, vivendo in Italia, ho per ora scarse possibilità di poter assistere ad un loro concerto. Ma la speranza è l&rsquo;ultima a morire.

Ricenzione di Renato Belardinelli, 22 Febbraio 2008