I fisarmonicisti
che hanno cercato di approfondire i problemi relativi alla notazione
delle partiture scritte per il loro strumento, si saranno trovati
di fronte a due diversi "atteggiamenti" di scrittura; questi due differenti
modi per codificare i suoni producibili con lo strumento "fisarmonica"
sono stati denominati con due termini inglesi: "Actual pitch" e "Loco
tastature".
"Actual pitch" sta ad indicare la grafia dell'altezza reale del suono
che si vuole ottenere, lasciando poi all'esecutore lo spostamento
di ottava necessario con i vari registri al fine di ottenere l'altezza
indicata
Infatti l'esecutore deve tenere ben presente che tutti i registri
dei manuale destro che contengono il 16' piedi danno un risultato
sonoro di un'ottava inferiore rispetto al riferimento del tasto che
viene premuto (ipoteticamente ponendo tutto in relazione a quello
che viene considerato il "Do centrale").
Caso esattamente opposto al registro 4' piedi con il quale si ottengono
suoni di un'ottava più alti.
Nei brani scritti invece con il criterio della "loco tastature" vi
è un'esatta corrispondenza tra note scritte e tasti (e non suoni).
Quindi il compositore indicando la registrazione si dichiara cosciente
degli spostamenti di ottava (sul piano sonoro) che ne saranno conseguenza.
Ciò vale a dire che, nel caso di una fisarmonica a bottoni con 64
note, i tasti saranno indicati nell'ambitus Mi 1 - Sol 6 e, in quello
di una fisarmonica con tastiera "a piano" di 45 note, nell'ambito
Mi 2 - Do 6 (tra l'altro, anche su questo versante esiste una simbologia
indicante le altezze delle varie ottave diversa per la fisarmonica
rispetto agli altri strumenti).
Se di primo acchito non si dovrebbero avere dubbi circa la maggior
semplicità della "loco tastature", non si possono però non riconoscere
due enormi pregi alla "actual pitch":
1) facilitare il lavoro di compositori che non siano profondi conoscitori
della fisarmonica e comunque scrivono per essa;
2) favorire una più corretta lettura della partitura nei brani di
musica cameristica e sinfonica con inserimento della fisarmonica.
A supporto dell'altra tesi si può dire che uno strumento di antiche
tradizioni quale l'organo, adotta un equivalente della "loco tastature".
Una possibile soluzione - a mio modesto parere - è comunque tutt'altro
che lontana: infatti nel caso in cui tutti i registri con 16' dovessero
portare l'indicazione di 8va sopra e quelli con 4' l'indicazione di
8va sotto, si può notare che in questo modo la "loco tastature" viene
a coincidere con "l'actual pitch".
Questo in molti brani già avviene e sta a significare che la letteratura
che non rispetta il principio "dell'actual pitch" non è comunque ingentissima
(e, in gran parte dei casi, piuttosto retrodatata).
* * * * *
Prendiamo ora
in esame cinque brevissimi esempi tratti da brani scritti con diversi
"atteggiamenti" di codificazione.
Nella "Sonatina" di Fugazza, così come nelle altre opere di questo
autore e in quelle di Volpi, Ferrari--Trecate, Melocchi, e per intenderci
nella quasi totalità delle composizioni pubblicate dalle Edizioni
Farfisa (ora Bèrben), si vede applicata una notazione "Loco tastature"
considerata "ovvia" e quindi le note scritte fanno riferimento solo
ai tasti al punto tale che i registri vengono visti quasi "solo in
funzione della potenza sonora".
La trentunesima battuta del secondo tempo della "Sonatina" ne è un
esempio eclatante. Dalla diciassettesima battuta del brano viene indicato
il registro 8' e dalla trentesima un crescendo che sfocierà nel fortissimo
della trentatreesima battuta.
Ora è evidente che sul secondo movimento della battuta riportata dall'esempio
1, vi sarà un abbassamento di suoni di un'ottava perché nel registro
indicato (Master) è presente il 16'. Dunque sembrerebbe credibile
dire che alla base di questo modo di vedere la notazione, i registri
non vengano considerati come traspositori di ottava ma come "graduatori"
di potenza sonora.

Esempio
1 - Felice Fugazza: Sonatina - 2° tempo - 31ma battuta (Edizioni Bèrben)
Cosa che non si può dire, al contrario, della "Acco-Music op. 225"
composta nel 1976 dal grande compositore austriaco Ernst Krenek. Anche
questo brano risulta scritto secondo il principio della "Loco tastature",
ma, nella partitura vi sono delle indicazioni di ottava poste alla
chiave (e non al registro) che si "preoccupano" di segnalare la reale
altezza del suono emesso.
Quando nel registro indicato è presente il 16', la chiave di violino
posta vicino ad esso porterà sempre l'indicazione di ottava sotto.
Quando viene prescritto il 4' la chiave di violino porterà il segno
di ottava sopra.
Alle battute 52 e 53 (esempio 2) viene indicato di cambiare registro
mantenendo premuto il tasto del fa #. Si deve notare come le tre chiavi
di violino (quella posta all'inizio del rigo con "ottava sotto", la
successiva con "loco" e l'ultima con "ottava sopra") si "preoccupino"
di segnalare che il risultato sonoro che si ottiene sia di due "salti"
di ottava verso l'alto.
Esempio 2 - Ernst Krenek: Acco-Music op. 225 - 52ma e 53ma battuta
(Edizioni Deffner)
Sebbene non si possa negare a questo ingegnoso sistema una indiscutibile
correttezza, va però detto che esso è di scarsissima diffusione e
che un suo uso anche nelle composizioni di musica da camera non sarebbe
comunque di grande aiuto nella lettura generale della partitura.
Inoltre, ritornando a parlare in modo specifico del brano "Acco--Music",
si deve (purtroppo) segnalare che il meccanismo delle "chiavi ottavate"
si blocca nelle ultime due pagine della partitura dove compaiono dei
registri 16'+4' e "Master" senza la chiave con ottava sotto e il registro
4' senza ottava sopra.
Per di più, tutto il discorso fatto non vale per la mano sinistra,
dove l'indicazione del registro 4' per i bassi sciolti non viene mai
accompagnata da nessuna segnalazione in chiave. La "Sonatina Piccola"
di Torbjörn Lundquist offre la possibilità di affrontare alcuni importanti
aspetti del rapporto tra i compositori e le loro scelte circa i registri
indicati nei brani.
Questo pezzo è pubblicato dalla Hohner Verlag di Trossingen in Germania;
nel catalogo di questa casa si trovano molti dei grandi nomi della
letteratura per fisarmonica: Herrmann, Jacobi, Feld Brehme, Schmidt
ed altri ancora.
In gran parte di queste composizioni vi è un modo di indicare i registri
"quasi" corretto: pressoché sempre nel corso dei brano le indicazioni
di ottava poste sopra (o sotto) i registri realizzano quella corrispondenza
tra "Actual pitch" e "Loco tastature" che si ritiene auspicabile;
però in alcuni momenti in cui viene indicato il registro pieno (Master)
con note che si aggirano nella zona centrale e grave della tastiera
(molto spesso nei finali ed in particolar modo in quelli più virtuosistici
e fragorosi si preferisce rinunciare all'indicazione di 8va sopra
(che comporterebbe una scrittura in parte in chiave di violino e in
parte in quella di basso) lasciando tutto ad una improvvisa "Loco
tastature" che fa scrivere tutte le note in chiave di Sol.
Queste annotazioni, che sono il segnale di una incompleta presa di
coscienza di certe problematiche in quel periodo, sono interessanti
dal punto di vista di una storia della letteratura per fisarmonica;
ma anche molto interessante e curiosa è la questione che solleva l'esempio
n.
Esempio
3 - Torbjörn Lundquist: Sonatina piccola - 2° tempo - 1a battuta (Edizioni
Hohner).
All'inizio del secondo tempo della composizione vengono indicati
i registri prescelti sia per il manuale destro che per il sinistro;
subito dopo, altri due tra parentesi vengono indicati come possibili
sostituti. Il perché non è difficile da intuire: rendere possibile
l'esecuzione dei brano anche per strumenti di ridotte capacità, sia
per numero di tasti che per possibilità di scelta dei registri.
} La conferma di questo si ha leggendo la prefazione al brano, scritta
dal compianto Mogens Ellegaard ove si palesa il fine volutamente anche
didattico di esso. Ma vi è un'altra domanda alla quale non è così
facile rispondere: perché non indicare direttamente i registri proposti
tra parentesi e quindi eseguibili con tutti i modelli di fisarmonica,
sia piccoli sia grandi?
In altri termini la questione diventa questa: dato che il risultato
di altezza di suono non cambia, perché è stato indicato (al manuale
destro) per gli strumenti grandi il 16' all'ottava sopra e non l'8'
naturale? Stessa cosa al manuale sinistro: perché il 4' all'ottava
inferiore e non il normale 8'?
Una risposta fantascientifica proporrebbe di trasferirsi a Trossingen
(che vuol dire fisarmoniche Hohner) nel 1967 alla presenza di Lundquist
ed Ellegaard. Un altro tipo di risposta - questa molto più concreta
e "fattibile" - asserirebbe che evidentemente il suono di questi due
diversi registri proposti è simile ma non identico. La spiegazione
va ricercata nei "problemi" costruttivi della fisarmonica e, sicuramente,
i fattori che concorrono a questa "diversità sonora" sono molteplici.
Provo ad elencarli: il diverso grado di angolazione tra i due contrapposti
lati del somiere, la diversità delle dimensioni dei fori per il passaggio
dell'aria (sia alla base dei somiere che sul fondo metallico), la
diversa posizione che la "voce" ha nella sequenza (verticale) delle
varie "caselle" dei somiere, l'alzata della valvola e soprattutto
il suo grado di (inevitabile) obliquità che essa ha (e che condiziona
fortemente le direzioni dei flussi d'aria) e che per forza favorisce
il suono e il "rendimento" di un registro rispetto all'altro.
L'esistenza di questo tipo di problematiche spezza una lancia in favore
dell'Actual pitch. Sicuramente l'adozione di questo tipo di notazione
renderebbe più facile la vita ai compositori e manterrebbe "allenati"
i fisarmonicisti alla lettura delle altezze.
Il fisarmonicista deve sempre essere attento a coprire e "mascherare"
i difetti dei proprio strumento. Si deve pensare che Lundquist (non
si sa con quanto aiuto da parte di Ellegaard) abbia ritenuto i registri
indicati per primi come i più adatti al raggiungimento delle esigenze
musicali da lui ricercate in questo "Cantando".
Esso è una breve pagina dal carattere sommesso, lirico, nella quale,
restando entro certi limiti dinamici (viene indicato al massimo il
mezzoforte), si deve essere però il più espressivi possibile.
Le composizioni scritte con notazione "Actual Pitch" esplicita non
sono moltissime. A questa categoria appartiene la "Toccata" di Alain
Abbott. Si è voluto utilizzare il termine "esplicita" per mettere
in risalto il fatto che i criteri di funzionamento di tale tipo di
scrittura vengono dichiarati nella prefazione che precede il brano
e che, al fine di evitare fraintendimenti, ciò dovrebbe essere sempre
fatto.
Abbott scrive: "quest'opera è stata scritta all'esatta notazione del
diapason, in quanto il suono indicato sul pentagramma è il suono dell'ancia
più bassa". Dunque: sono state scritte le note corrispondenti alla
reale altezza dei suoni che devono essere prodotti dallo strumento;
in presenza di registri a più "voci" sarà l'ancia più grave a dover
rispettare l'altezza indicata.
All'esecutore viene dato il compito di rispettare tale precetto e
il compositore indica i registri come fossero una pura e semplice
scelta timbrica. Come mostra l'esempio n. 4 (prima battuta del brano),
per il manuale destro è stato indicato il registro 16' (in questa
grafia i puntini raffiguranti le file di ance "suonanti" vengono scritti
sulle righe del cerchietto del registro e non sugli spazi).
L'esecutore dovrà dunque tenere ben presente di suonare una ottava
al di sopra rispetto alla lettura delle no
Esempio
4 - Alain Abbott: Toccata - 1a battuta (Editions Françaises de Musique
Technisonor).
Prendendo in considerazione questo brano, non si può certo dire che
il compito che Abbott lascia agli esecutori sia gravoso dato che in
tutto il brano (103 battute) indica solamente tre registri. Nonostante
ciò, viene spontaneo pensare che, se il problema si limitasse al solo
discorso dei brani per fisarmonica sola, tutto si potrebbe risolvere
semplicemente con una utopistica assemblea "universale" nella quale
i fisarmonicisti si dovrebbero accordare su un qualsiasi sistema di
notazione a loro piacimento.
Ma la cosa cambia quando si inizia a parlare di letteratura cameristica:
in essa questo tipo di notazione permette una maggiore correttezza
nella lettura della partitura complessiva e certamente non svierebbe
a quanti non sono conoscitori delle convenzioni fisarmonicistiche.
Per tutti i motivi che sono emersi nell'esame di questi primi quattro
esempi musicali, si viene a ribadire il concetto per cui la situazione
maggiormente auspicabile è quella in cui la "Loco tastature" venga
a coincidere con "l'Actual Pitch".
Per ottenere ciò, tutti i registri in cui è presente il 16' dovrebbero
avere l'indicazione di 8va sopra e il registro di 4' quella di 8va
sotto. Ad esemplificare tale situazione è idonea la "Sonata n. 1 op.
143 a" di Vagn Holmboe, opera del 1979 dedicata a Mogens Ellegaard
e al quale certamente si deve la sistemazione dei simboli fisarmonicistici
presenti in partitura.
Come mostra l'esempio n. 5, all'inizio della Fuga (IV tempo) è indicato
il registro 16'+4' che comprensibilmente reca l'indicazione di 8va
sopra; nello stesso brano, 10 battute dopo viene prescritto un registro
di 4' all'8va sotto
Esempio 5
- Vagn Holmboe: Sonata op. 143 a - 4° tempo - 1a e 2a battuta (Edizioni
Hansen).
Si è già accennato al fatto che tale soluzione non risolve il
problema dei numerosi tagli addizionali sulle note "estreme" del doppio
rigo ma non si può negare il fatto che, quando tutte le partiture
adotteranno questo principio, esse verranno lette da un fisarmonicista
russo come da uno danese come da uno francese (e come da un pianista)
senza rischio di malintesi.