|
Hannes
Lingens - "Hands
Up"
Sono ben 18 i brani inclusi in "Hands Up" e tutti sarebbero
meritevoli di approfondimento in quanto espressioni di una ispirazione
multiforme e mai banale.
Mi soffermo però, per evitare inutili prolissità
, su quelli che hanno maggiormente catturato la mia attenzione,
a partire dal brano iniziale, "Vanishing valts", che
è un valzer obliquo , in cui una scansione ritmica volutamente
quadrata e rassicurante si associa ad una melodia elusiva, che
chiede all'ascoltatore attenzione continua.
"Ancora una volta" (il titolo è proprio così,
in italiano) richiama invece alla mente la poetica cinematografica
di Nino Rota mentre i "Mikrokosmos Teil 1", " Teil
2" e "Teil 3" sono dei frammenti, dei lampi di
poesia ermetica. In "Hey there! Are you a sailor?"
Lingens si inoltra per una breve escursione splendidamente onirica
- assieme al chitarrista Cristoph May, presente anche nel surreale
bluegrass malato di "Ja think I'm a cowboy?" - e ci
si attende che da un momento all'altro esca dalle casse la voce
di Tom Waits. "Zwischen den Jahren" vede invece il fisarmonicista
interagire in perfetta simbiosi con Martin Postegga al sax, nello
sviluppo della dolente melodia che caratterizza questo brano.
Questo ragazzo ( all'epoca delle registrazioni, che risalgono
al 2004, aveva 24 anni) risulta dotato di inventiva, di una sua
visione poetica e, cosa che non guasta mai, di una giusta dose
di ironia. In definitiva una gran bella prova.
CD recenzionato da Renato
Belardinelli
|