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Motion
Trio - "Play-Station"
Ad una bambina di cinque anni capita di ascoltare "Play-Station"
del Motion Trio e le si illuminano gli occhi mentre dice "Che
bello! Sembrano i dinosauri che ballano".
E' incredibile come la mancanza di sovrastrutture mentali possa
permettere ai bambini di catturare, con una sola immagine, l'essenza
delle cose. Non solo.
Il sorriso sul volto della bimba dimostra che il senso dell'ironia
del trio è stato recepito. Basata su poderosi riff giocati
sul registro grave dello strumento, dai quali si innalzano melodie
cicliche ed intermittenti, i brani di questo CD catturano l'ascoltatore
divertendolo.
Le note di copertina avvertono che il Motion Trio reinventa la
fisarmonica per il ventunesimo secolo con esplosioni sonore, scintillanti
terzine e ritmi tribali. Difficile dargli torto. Del resto anche
i titoli dei brani sono esplicativi. Si passa ad esempio dai seducenti
e orientaleggianti"Tranceaccordion" e "Chinatown",
ai modernistici "Ufo", "Helicopter" e "Yellow
Trabant" (fantastico titolo questo, a mio avviso) per finire
con i programmatici "You dance", "Tilt" e
"Game Over".
Quest'ultimo un tripudio di suonerie e di micromelodie infantili
da videogioco nel quale i musicisti danno veramente l'idea di
divertirsi un mondo. "Stars" invece si stacca dal movimentato
stile generale del CD per proporre un momento di riflessione dove
il bambino che è in noi sembra fermarsi per contemplare,
attonito, il firmamento.
Tutta questa varietà di situazioni è ottenuta con
il solo ausilio di tre fisarmoniche e davvero bisogna dare atto
ai tre musicisti polacchi di aver fatto soffiare i loro mantici
verso direzioni inesplorate.
CD recenzionato da Renato
Belardinelli
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