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Ecco
un'ora di musica che si ascolta piacevolmente e che, soprattutto, mostra chiaramente
ciò che un ensemble di fisarmoniche (classiche) può esprimere.
Il programma offerto - che alterna brani originali per formazioni fisarmonicistiche
(Gotz, Tamulionis, Shamo, Bagdonas) trascrizioni (Farkas) arrangiamenti ed elaborazioni
(Piazzolla, Balsys) - propone diversi generi e atteggiamenti stilistici, attraverso
autori peraltro tutti del '900. Si
va da brani evocativi (quasi descrittivi) come il noto Otono Porteno di Piazzolla
o il Dnjepr Walzer di Schamo, a pezzi di stampo più o meno "classico"
e "virtuosistico" - costruiti su forme accademiche - come la brillante
Toccata del lituano Bagdonas, l'intensa Fugata di Piazzolla o le interessanti
Variazioni e Fuga che costituiscono la Lambada concertante di Tamulionis; per
passare poi da danze tradizionali, come le Antiche danze ungheresi, in "stile
antico", di Farkas (trascritte dal polacco L.Puchnowski e fatte conoscere
internazionalmente dal suo "glorioso" Quintetto di Varsavia) o anche
l'Habanera di Balsys, a danze "trasfigurate", come il tango piazzolliano
di Michelangelo 70 oppure l'aggressiva (selvaggia) Danza Salvaje dello stesso
musicista argentino (originariamente per quartetto d'archi); fino alle accattivanti
idee ritmico - melodiche proprie dei tre tempi di Harlekinaden, del tedesco Gotz
(che hanno ispirato il titolo del disco). Complessivamente
si tratta di un lavoro ben riuscito: dalla scelta del programma alla relativa
interpretazione, che denota consapevolezza (e differenziazione) stilistica, oltre
che un buon affiatamento; efficace anche l'adattamento (a cura dello stesso settimino)
dei quattro brani di Piazzolla - che non sfigurano fra l'attuale (quasi) "inflazione"
di arrangiamenti su composizioni del grande autore - sfruttando molte delle possibilità
tecnico-foniche della fisarmonica (impiegata più volte anche come funzionale
"strumento a percussione"). Concludo con un ulteriore apprezzamento
per l'impaginazione e le esaurienti note illustrative del booklet. C'è
da augurarsi davvero che sia il primo, ma non ultimo, album del "SettiminoVictoria"!
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