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Hai tuo CD recenzionato da Paolo
Picchio
| Titolo: | La
Fisarmonica Magica di Yehuda Oppenheimer | | Artista: |
Yehuda Oppenheimer |
| Fornito
da: | Holda
Paoletti-Kampl | | Data
recenzione: |
Il 14 gennaio 2005 | | Brani: |
 |
lI
pioniere ed alfiere della fisarmonica in Israele Yehuda Oppenheimer realizza un
disco dalle molteplici sfaccettature che possiamo suddividere in quattro parti.
La prima parte è quella riservata a diversi valzer che la curatrice delle
note del booklet (Adina Yanai) definisce "musette". Alcuni di questi
valzer sono molto belli e molto "da concerto" (che non "da ballo")
ma non mi sembra facile accostarli al "musette" tradizionale, né
tanto meno all'odierno stile iper-virtuosistico o un po' jazzato o combinato con
ritmiche moderne.
I Valzer di Oppenheimer sono sempre velati da un po'
di malinconia e dei chiaroscuri piuttosto accentuati. Forse vi è in questo
traccia dei toccanti avvenimenti della sua giovinezza: la nascita nella Germania
nazista, l'essere sopravvissuto allo sterminio perché nascosto da una famiglia
olandese ed il suo "rientro" in Israele dopo la guerra mondiale. La
seconda sezione è costituita da due ottime composizioni originali di Yehuda
Oppenheimer per fisarmonica a Bassi Standard: le "Images of Israel"
e la "Chaconne".
Di certo la Chaconne sul tema de "La Folia"
è il brano che più lo ha reso noto come compositore tra i fisarmonicisti
di molti paesi, un vero brano da concerto, molto apprezzato anche dal pubblico
(peccato non scritto per i bassi sciolti). A mio parere però le tre "Images
of Israel" spiccano in quanto pezzi davvero caratteristici, con melodie,
armonie, ritmi ed ambientazioni davvero esclusive della terra israeliana; a questo
brano sono anche personalmente legato affettivamente dato che ho avuto la possibilità
di suonarlo e studiarlo (vorrei ricordare che esso è pubblicato in Italia).
La terza parte è quella un po' più problematica: una sequenza di
trascrizioni per fisarmonica a Bassi Standard che non sono totalmente difendibili
e sostenibili dal punto di vista critico e musicologico.
D'altronde
il grande limite degli strumenti a Bassi Standard rispetto ad un
repertorio come quello di Johann Sebastian Bach, Domenico Cimarosa,
Joseph Hector Fiocco e Fryderyk Chopin è ormai storicamente
assodato. L'ultimo brano è la vera "perla" del
disco. In esso Oppenheimer come esecutore si mette in luce (come
anche nella Chaconne) e propone una composizione che meriterebbe
di essere maggiormente diffusa a tutti i livelli. Si tratta della
"Rhapsody Israelienne" del compositore israeliano di origine
lettone Marc Lavry (1903-1967), ottimo brano per fisarmonica e orchestra
sinfonica.
Yehuda Oppenheimer lo propone con la collaborazione della Radio
Symphony Orchestra di Hamburg sotto la direzione di Sergio Commissiona.
Questa composizione denota molto chiaramente le doti di orchestratore
di Lavry, capace di scrivere un pezzo pieno di colori, timbricamente
e ritmicamente molto ricco che inquadra senza problemi il ruolo
di uno strumento ad ance libere rispetto all'intera orchestra. Questo
compositore infatti ha un particolare apprezzamento per gli stramenti
ad ance libere: si può trovare infatti nel suo catalogo di
opere un "Concertino" per armonica a bocca e orchestra
sinfonica.
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