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 Tre
dischi “brevi” in cui l’astro de l’accordéon francese ci presenta
in tutto 13 sue composizioni. I tre lavori hanno ciascuno un taglio
un po’ differente: “Mine Majeure” è il più “varieté” nel senso
di vicino allo stile ballabile, “Le voyageur” è più in direzione
del jazz ma con uno sguardo all’indietro (in certi momenti quasi
verso lo swing) mentre “Hard night” propone un jazz con sonorità
più attuali (nota bene: sonorità attuali, non struttura e linguaggio
dato che i brani di Mussi si rifanno sempre ai canoni formali
jazzistici “standard”).
Mussi
come strumentista è formidabile, sempre pulitissimo ed espressivo,
tira fuori dal suo ottimo strumento colori sempre belli e differenti
abbinando tecnica e gusto. Come compositore ancora giovanne siamo
certi che crescerà senz’altro in esperienza e self-control. Specialmente
da segnalare all’attenzione del pubblico “Coup d’feel” che ben
impressiona per il suo slancio ritmico e per delle improvvisazioni,
poi “Sur le feel”, un brano lento con meno note, dove più emerge
se si è veri musicisti, e per ultimo “Hard Night” che è senza
dubbio il brano più coraggioso, più interessante e moderno.
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